A tutta la Comunità,
alle famiglie,
agli anziani e agli ammalati
l’annuncio
che Dio è nel cuore dell’uomo
è l’augurio più fraterno.
Natale 1983
Carissimi,
anche questo Natale rimarrà impresso nella memoria perché celebrato avendo per cielo il tetto e per culla una piazza antica.
È sempre bella la vita quando si ha qualcosa da raccontare. Col racconto nascono interrogativi e pian piano la grandezza dell’avventura umana si apre al nostro sguardo attonito e meravigliato.
Mi accorgo che sto già parlando del Natale.
Attorno alla narrazione che il Vangelo ci consegna ci ritroviamo con gli interrogativi e lo stupore della nostra fede.
Dio si fa’ bambino per noi.
Ci è dato un Figlio.
Ma seguiamo la narrazione di Luca.
“In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto per il censimento di tutto l’impero”.
Oggi la stessa cosa: mentre il mondo addiziona innumerevoli sforzi per inventare oasi di felicità e corre sulle sue strade, ai margini, nel silenzio e nella semplicità dei gesti liturgici, qualcosa di nuovo si annuncia e si compie.
La tentazione di porre a confronto le eclatanti cose del mondo più fruibili e apparentemente più appaganti con l’austerità delle realtà spirituali scoppia anche dentro di noi.
“… giunse per lei il tempo del parto e dette alla luce il suo primogenito, e lo avvolse in fasce e lo pose a giacere in una mangiatoia perché non c’era posto per loro nell’albergo”.
Attorno questa descrizione evangelica la nostra fantasia si è sbizzarrita. Ma rimane vero il fatto della narrazione.
Non c’era posto – non c’è posto …
Diciamo che Dio non si accontenta di briciole.
“oggi … è nato a voi il Salvatore che è il Messia, il Signore …
Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati da lui”.
Alla fine anche noi sorpresi dalla travolgente spiritualità del Natale ci ritroviamo pensosi: capaci di meravigliarci e di far spazio agli interrogativi più veri sulla nostra vita, su quello che noi siamo. Disarmati della nostra autosufficienza incominciamo a credere che veramente si può sperare e si può augurare all’uomo qualcosa di bello: la pace che quel Bambino è venuto a portarci, facendosi nostro compagno di viaggio.
don Dorino
| ID1 | AUTORE | TITOLO | CATEGORIA | MESE | ANNO | NUMERO | PAG | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 3 | Angelillo don Dorino | Natale 1983 | dicembre | 1983 | 1 | 1 |