Turandot al Petruzzelli di Bari

Oggi, dopo la Tosca della scorsa primavera, è la volta della Turandot di Puccini.
Di seguito alcuni appunti reperiti in rete per non giungere totalmente impreparati all’appuntamento.
Il plot è molto interessante e non teme la concorrenza degli intrecci delle moderne soap opera. Bisognerebbe studiare queste opere a scuola al pari della letteratura…

Il libretto in italiano:
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http://www.teatroverdisalerno.it/shared/binary/538_1_0/Libretto%20Turandot.pdf
La trama in inglese


Fai bei sogni

“Fai bei sogni” è liberamente ispirato all’omonimo libro di Massimo Gramellini, noto giornalista ed opinionista italiano, da anni compagno di viaggio di Fabio Fazio, nella popolare trasmissione “che tempo che fa”.

Fai bei sogni: il libro

Il libro è un romanzo autobiografico pubblicato nel 2012 per Longanesi. L’autore racconta il proprio percorso interiore per superare il dolore e il senso di abbandono dovuto alla morte della madre sopraggiunta quando lui aveva nove anni. Ha riscosso un grande successo di pubblico arrivando in vetta alle classifiche di vendita e rimanendo fra i primi 10 per più di 50 settimane.

Fai bei sogni

Il film, uscito nelle sale il 10 novembre 2016, è diretto da Marco Bellocchio ed interpretato da Valerio Mastandrea e Bérénice Bejo.

La storia segue, dunque, quello che accade a Massimo che, in tenera età, perde la madre a causa di un infarto, secondo quanto gli raccontano i parenti.
Diventato adulto, il protagonista inizia a lavorare come giornalista e raccoglie un certo successo, pur subendo ancora il peso del lutto subito durante l’infanzia. Il regista ha preso l’efficace scelta di avvicinarsi alla storia, ambientata nella Torino degli Anni 60 e 90, concentrandosi sul concetto di assenza e sul rimpianto, in attesa di una catartica scoperta della verità che cambierà per sempre la vita del personaggio principale.
L’attore Valerio Mastandrea aiuta Bellocchio con la sua interpretazione nella rappresentazione di un passaggio, non solo individuale, dall’infanzia all’età adulta proponendo una storia ben ancorata alla realtà e all’onestà.

https://youtu.be/PRi_u1iZ4DQ
https://youtu.be/Wkvx69eJLIA

http://www.lettera43.it/cultura/fai-bei-sogni-10-curiosita-sul-film_43675267283.htm

Cartesio: Simonetta Agnello Hornby a Triggiano

Al Cartesio continuano gli incontri del Libro possibile winter. Dopo l’incontro con Clara Sanchez, il 16 novembre 2016 gli alunni del Cartesio incontreranno Simonetta Agnello Hornby per discutere intorno al suo ultimo libro, “Caffè amaro”, edito da Feltrinelli.

caffè amaro_web

sito internet: www.libropossibile.com – email: r.santoro@libropossibile.com

SEGRETERIA OPERATIVA
LICEI CLASSICO LINGUISTICO E SCIENTIFICO

Tel. e fax 0804682030 – 0804682816 –
email: baps270009@istruzione.it – sito internet: www.liceicartesio.gov.it

Un atteso ritorno
Simonetta Agnello Hornby a Triggiano

Mercoledì 16 novembre alle 18, nell’Auditorium dei “Licei Cartesio”, a Triggiano, torna come ospite del Libro possibile una delle autrici più amate del panorama letterario italiano. È Simonetta Agnello Hornby che, con il suo ultimo libro” Caffè amaro (Feltrinelli), ha centrato un record: dopo poche settimane i diritti d’autore sono già stati venduti in venti Paesi.
L’incontro è organizzato da Il libro possibile- Winter, in collaborazione con i “Licei Cartesio” e i Comuni di Capurso, Cellamare, Triggiano, Valenzano, l’Assessorato all’industria turistica e culturale della Regione Puglia e il Presidio del libro Cartesio
Dai Fasci siciliani all’ascesa del fascismo, dalle leggi razziali alla Seconda guerra mondiale e agli spaventosi bombardamenti che sventrarono Palermo, Simonetta Agnello Hornby insegue la sua protagonista, facendo della sua storia e delle sue scelte non convenzionali il racconto di una fase decisiva per la Sicilia e per l’Italia.
Maria, la protagonista, ha appena quindici anni e accetterà di sposarsi con un uomo di trentaquattro anni. Lui è un nobile bon vivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Maria, da fragile ragazza in balia delle scelte degli uomini, si fa donna capace di dettare a viso aperto le condizioni della propria felicità. La violenza sconfitta dall’intelligenza. Per Rosella Santoro, direttrice artistica del festival Il Libro Possibile , “tale romanzo appare perfettamente in linea anche con la professione esercitata dall’autrice, quella di un avvocato che si è sempre impegnata per la formazione di una società più giusta”.

Nell’ambito della rassegna Il libro possibile- Winter, l’autrice mercoledì 16 novembre alle 11,30 incontrerà anche gli studenti del Liceo “Bianchi Dottula” di Bari, nella sala conferenze dell’Istituto.
L’incontro di Triggiano, previsto per il pomeriggio alle 18,sempre di mercoledì 16 novembre, sarà introdotto dalla prof.ssa Rosella Santoro, direttrice artistica della rassegna Il libro possibile – Winter e dal dirigente scolastico dott.ssa Maria Morisco. Interverrà il sindaco di Triggiano, dott. Antonio Donatelli.
Dialogheranno con l’autrice alcuni studenti del Liceo Cartesio
L’incontro è aperto alla cittadinanza ed è a ingresso libero.

Itinerari rupestri: da Triggiano a Ginosa

Continua l’esperinenza degli itinerari rupestri. Il  2 giugno 2015 ho fatto un’interessantissima escursione a Ginosa. Guide affabili e preparate.
Ginosa, con una superficie di 190,06 km² che comprende anche il litorale di Marina di Ginosa, è l’ultimo comune della provincia jonica al confine con la Basilicata. Dista 52 km dal capoluogo di provincia, 20 da Matera, 6 da Laterza (TA), 11 da Montescaglioso (MT), 21 da Castellaneta (TA) e 29 da Bernalda (MT). L’ampio e diversificato agro spazia dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi collinari, e si estende alla murgia interrotta soltanto dalla zona Casale, fenditura della roccia calcarea di 3 km che circonda l’intero centro storico. In questi ambiti naturali si avvicendano vigneti e olivi.
All’interno del progetto “Itinerari culturali del medioevo pugliese”[7] del Ministero dei beni culturali, sono state censite anche tutte le chiese rupestri che si trovano nel comune di Ginosa. Esse sono:
Chiesa rupestre a “campana” in località Rivolta
Chiesa rupestre dell’Ecce Homo
Chiesa rupestre di S. Barbara
Chiesa rupestre di S. Bartolomeo
Chiesa rupestre di S. Caterina
Chiesa rupestre di S. Domenica
Chiesa rupestre di S. Leonardo Vecchio o Mater Domini
Chiesa rupestre di S. Marco
Chiesa rupestre di S. Pietro
Chiesa rupestre di S. Sofia II
Chiesa rupestre di S. Vito Vecchio
Chiesa rupestre in località Gravina del Casale
Chiesa rupestre in località Rivolta
Cripta di S. Felice
Cripta di S. Giovanni da Matera
Cripta in località Monaca d’Oro o Cripta di Eliseo

Genusia (Γενουσία in greco antico) fu un importante centro Peuceta (le cui origini risalgono a diversi secoli a.C.), il più vicino alla città di Taranto con cui a fasi alterne strinse relazioni commerciali, fino all’arrivo dei Romani che assorbirono gli Apuli nello stato unitario nascente e assoggettarono Taranto. Nella città vecchia, poi, fu trovata una tavoletta in bronzo, che si conserva nel Museo Nazionale di Napoli, da cui rilevasi che Ginosa nel 394-395 dell’era volgare (sotto il II consolato di Onorio e il III di Arcadio), sceglie per padrone un certo Flavio Successo Ornato.[6] Negli ultimi decenni del secolo scorso furono rinvenuti altri vasi antichi presso Ginosa e vennero illustrati dal Marchese Arditi, dal Visconti e dal Miani, il quale rilevò sei delle fatiche di Ercole. Questi vasi furono per un tempo esposti nel palazzo reale di Capodimonte, donde poi furono trasportati al Museo Nazionale di Napoli.
Nel 1085 Ginosa entra a far parte della Contea di Lecce. Nel XIII secolo viene conquistata dai Sanseverini, e subito dopo annessa al Principato di Taranto e fortificata da Manfredi, figlio di Federico II. Luigi Dei Conti Miani, in una Breve monografia di Ginosa stampata pochi anni or sono raccoglie alcuni documenti di questo tempo e parecchie notizie dei vari oggetti e vasi antichi da lui rinvenuti. Morto Giovanni Antonio Orsini, ultimo principe di Taranto, nel 1463 il feudo di Ginosa passa al demanio, e il Re Ferdinando I lo dona a Pirro del Balzo, che ribellatosi, lo perde. Il Re decide quindi di concederlo a suo figlio Federico, che ne stabilisce per la prima volta i confini. Federico, una volta salito sul Trono di Napoli nel 1496, dona il feudo ad Antonio Grisone, cui succede prima il figlio Federico, e poi il nipote Antonio nel 1515. Ginosa passo ai Doria nel 1556, ai Grillo nel 1606, agli Spinola Marchesi de Los Balbases Alcanices nel 1629. L’ultimo erede si questa famiglia, lascia il feudo ginosino alla regina di Spagna, che ancora possiede una vasta tenuta nel territorio di Ginosa, attualmente sottoposto a bonifica. (Da La Provincia Del Jonio Notizie storico-geografiche con prefazione di S.E. On. Giovanni Calò Taranto Tipografia Lodeserto 1924).
Nel 1857 Ginosa viene colpita da un terremoto con epicentro in Basilicata che provoca la morte di 19 persone. Il sindaco Francesco Miani, accorso in aiuto dei feriti, viene premiato dal re Ferdinando II delle Due Sicilie con una medaglia al valore. Dopo l’Unità d’Italia del 1861 Ginosa è vittima di diversi episodi di brigantaggio, ad opera delle bande di Carmine Crocco, Rocco Chirichigno detto Coppolone e Antonio Locaso detto il Crapariello.
Il 2 marzo 2011 la frazione di Marina di Ginosa viene colpita da un terribile alluvione che provoca ingenti danni alle case, alle opere e alle strutture alberghiere. Circa 400 famiglie residenti in contrada Marinella si vedono costrette a lasciare le proprie abitazioni dichiarate inagibili, nelle quali faranno poi gradualmente ritorno nei mesi successivi.
Il 7 e l’8 ottobre 2013, in occasione delle feste patronali, Ginosa viene colpita da una nuova terribile alluvione. Il nubifragio provoca quattro vittime, distruggendo due arterie stradali principali del territorio. L’amministrazione dichiara il lutto cittadino

(fonte: Wikipedia)

Di seguito la foto galleria dell’escursione.
GINOSA

La ragazza del treno: il film della settimana

Dal 3 Novembre al cinema!

La ragazza del treno è un bel film.

Tratto da un bestseller di Paula Hawkins, La ragazza del treno prova a rinverdire i fasti del giallo classico, colorandolo di sfumature sexy e di un’indagine psicologica nella mente di una alcolista.
Devastata dal recente divorzio e incapace di accettare la fine del matrimonio e il tradimento dell’ex marito, la protagonista, Rachel, comincia ad osservare, trasformandola in una vera e propria ossessione, la coppia apparentemente perfetta che vive in una casa che vede ogni giorno dal treno che la porta al lavoro. Fino a quando, una mattina scorge dal finestrino una scena che la sconvolge e si trova improvvisamente coinvolta in un caso misterioso e sconcertante.

Buona l’interpretazione della protagonista, Emily Blunt, convincente ed espressiva.

Il plot, per chi non ha letto il libro ovviamente, tiene con il fiato sospeso lo spettatore e gli riserva un colpo di scena finale.

Il film mi è piaciuto e penso possa fornire spunti di riflessione interessanti sulla realtà, su come spesso essa è travisata o manipolata.

https://youtu.be/cTTFyt7twv8

Quarta di copertina


Dal bestseller mondiale ora un grande film

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel? Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. Un vero e proprio fenomeno globale, ai vertici di tutte le classifiche.

“Il miglior romanzo di suspense da Gone Girl – L’amore bugiardo.” THE NEW YORK TIMES

“Incredibilmente avvincente… un thriller da dieci e lode, e una lettura compulsiva” S.J. WATSON, autore di Non ti addormentare

“Un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte.” STEPHEN KING, su Twitter

Cinema: La teoria del tutto e Danish Girl.

A chi non piace andare al cinema? Ci vado spesso e spesso dimentico i film che ho visto, gli attori le loro performance. Per questo ho pensato di aprire questa rubrica sul mio blog personale: tenere una traccia che documenti, in qualche modo, uno dei miei hobby preferiti. Comincio con parlare di due splendide interpretazioni dell’attore e modello Eddie RedMayne:

La teoria del tutto

The danish girl

Spero di riuscire a mantenere una regolarità nella pubblicazione dei post: conto di farlo utilizzando lo smartphone, magari non appena usciti dalla sala di proiezione.