Categoria: Arte
la vedeova allegra al Petruzzelli di Bari
la Vedova allegra sarà in scena al Petruzzelli dal 14 al 22 dicembre 2016.

LA VICENDA
L’ambasciata di Pontevedro a Parigi, rappresentata dal barone Mirko Zeta, non gode di floridezza economica ed è in gran fermento perché sta per arrivare la bella Hanna Glawari, vedova del più facoltoso banchiere pontevedrino. La donna, che vive gaiamente tra le premure di molti farfalloni dell’alta società, potrebbe infatti risposarsi con qualche furbo bellimbusto parigino e perciò portarsi dietro il suo ingente patrimonio, depauperando le non rigogliose casse della Banca Nazionale del Pontevedro.
Viene allora organizzata una festa con il segreto intento di far sposare la vedovella con un pontevedrino e più precisamente un brillante e un po’ scapestrato addetto all’ambasciata: il conte Danilo Danilowitsch, che passa allegramente il suo tempo nei locali notturni. Ma non è certo facile convincere il bel Danilo, che non ha molto interesse per le finanze della patria e ancora meno per il matrimonio, tanto più che in passato ha avuto con la donna una relazione finita male per l’opposizione della sua aristocratica famiglia. Così, quando il giovane arriva alla festa, dopo essersi congedato dal suo locale preferito, “chez Maxim” per ordine dell’ambasciatore, invece di “darsi da fare”, ha con Hanna un battibecco, che altro non è che una schermaglia d’amore.
Nel frattempo, il viveur Camille de Rossillon, che corteggia insistentemente Valencienne, la moglie dell’ambasciatore Zeta, ha scritto sul ventaglio di questa “Ti amo”, provocando in lei la paura di essere compromessa.
Alla festa dell’ambasciata fa seguito il giorno dopo un’altra festa, questa volta nel palazzo parigino della vedova, presenti gli stessi invitati. L’ambasciatore incarica Danilo di trovare chi ha scritto “Ti amo” sul ventaglio di sua moglie. Intanto Rossillon non perde di vista Valencienne e combina con lei un appuntamento nel chiosco del giardino. Ma il caso vuole che proprio nello stesso chiosco l’ambasciatore abbia convocato Danilo per stilare un rapporto segreto e che vi si rechi in gran fretta, preceduto dal fido cancelliere Njegus. Quest’ultimo, resosi conto della situazione e preoccupato dalle insistenze dell’ambasciatore che vuole entrare nel chiosco a tutti i costi, ignorando che dentro c’è la moglie, riesce con gran tempismo a far uscire Valencienne dalla porta posteriore e fare entrare al suo posto Hanna, che si è prestata alla cosa per evitare lo scandalo. E lo scandalo viene evitato, ma la vedova, che ormai è costretta a recitare la parte fino in fondo, deve annunciare il suo fidanzamento con Rosillon. Danilo rimane molto turbato e lascia capire a Hanna, che esulta in cuor suo, che egli è innamorato di lei. Vista la piega che ha preso la situazione, l’ambasciatore cerca di convincere Hanna a rompere il fidanzamento con Rossillon e a dedicarsi a Danilo. E combina un appuntamento fra i due. Hanna, allora, svela a Danilo che cosa è successo effettivamente nel chiosco e gli confessa di non avere mai amato Rossillon.
Intanto, l’ambasciatore che ha scoperto di essere stato raggirato, si dice pronto a divorziare e a sposare la vedova. A questo punto, Hanna mette in atto uno stratagemma, in modo da salvare la situazione. Dichiara che perderà tutta la sua fortuna se contrarrà nuove nozze e allora Danilo si dichiara pronto a sposarla, dato che nessuno potrà più rimproverargli di averlo fatto per motivi di interesse. E allora, la bella vedova, che è già tra le sue braccia, precisa che è vero che perderà tutto il suo patrimonio, ma soltanto perché questo passerà nelle mani del suo nuovo marito, che tuttavia si guarderà bene dal portarlo in Pontevedro, preferendo spenderlo a Parigi dove ha sempre scialacquato i suoi soldi.
Quanto all’ambasciatore, sua moglie Valencienne riesce a convincerlo che non è successo nulla, dato che proprio sul ventaglio, dove Rosillon ha scritto “Ti amo”, lei ha risposto “Io sono una donna onesta”.
Il libretto
Turandot al Petruzzelli di Bari
Oggi, dopo la Tosca della scorsa primavera, è la volta della Turandot di Puccini.
Di seguito alcuni appunti reperiti in rete per non giungere totalmente impreparati all’appuntamento.
Il plot è molto interessante e non teme la concorrenza degli intrecci delle moderne soap opera. Bisognerebbe studiare queste opere a scuola al pari della letteratura…
Il libretto in italiano:
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http://www.teatroverdisalerno.it/shared/binary/538_1_0/Libretto%20Turandot.pdf
La trama in inglese
Itinerari rupestri: da Triggiano a Ginosa
Continua l’esperinenza degli itinerari rupestri. Il 2 giugno 2015 ho fatto un’interessantissima escursione a Ginosa. Guide affabili e preparate.
Ginosa, con una superficie di 190,06 km² che comprende anche il litorale di Marina di Ginosa, è l’ultimo comune della provincia jonica al confine con la Basilicata. Dista 52 km dal capoluogo di provincia, 20 da Matera, 6 da Laterza (TA), 11 da Montescaglioso (MT), 21 da Castellaneta (TA) e 29 da Bernalda (MT). L’ampio e diversificato agro spazia dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi collinari, e si estende alla murgia interrotta soltanto dalla zona Casale, fenditura della roccia calcarea di 3 km che circonda l’intero centro storico. In questi ambiti naturali si avvicendano vigneti e olivi.
All’interno del progetto “Itinerari culturali del medioevo pugliese”[7] del Ministero dei beni culturali, sono state censite anche tutte le chiese rupestri che si trovano nel comune di Ginosa. Esse sono:
Chiesa rupestre a “campana” in località Rivolta
Chiesa rupestre dell’Ecce Homo
Chiesa rupestre di S. Barbara
Chiesa rupestre di S. Bartolomeo
Chiesa rupestre di S. Caterina
Chiesa rupestre di S. Domenica
Chiesa rupestre di S. Leonardo Vecchio o Mater Domini
Chiesa rupestre di S. Marco
Chiesa rupestre di S. Pietro
Chiesa rupestre di S. Sofia II
Chiesa rupestre di S. Vito Vecchio
Chiesa rupestre in località Gravina del Casale
Chiesa rupestre in località Rivolta
Cripta di S. Felice
Cripta di S. Giovanni da Matera
Cripta in località Monaca d’Oro o Cripta di Eliseo
Genusia (Γενουσία in greco antico) fu un importante centro Peuceta (le cui origini risalgono a diversi secoli a.C.), il più vicino alla città di Taranto con cui a fasi alterne strinse relazioni commerciali, fino all’arrivo dei Romani che assorbirono gli Apuli nello stato unitario nascente e assoggettarono Taranto. Nella città vecchia, poi, fu trovata una tavoletta in bronzo, che si conserva nel Museo Nazionale di Napoli, da cui rilevasi che Ginosa nel 394-395 dell’era volgare (sotto il II consolato di Onorio e il III di Arcadio), sceglie per padrone un certo Flavio Successo Ornato.[6] Negli ultimi decenni del secolo scorso furono rinvenuti altri vasi antichi presso Ginosa e vennero illustrati dal Marchese Arditi, dal Visconti e dal Miani, il quale rilevò sei delle fatiche di Ercole. Questi vasi furono per un tempo esposti nel palazzo reale di Capodimonte, donde poi furono trasportati al Museo Nazionale di Napoli.
Nel 1085 Ginosa entra a far parte della Contea di Lecce. Nel XIII secolo viene conquistata dai Sanseverini, e subito dopo annessa al Principato di Taranto e fortificata da Manfredi, figlio di Federico II. Luigi Dei Conti Miani, in una Breve monografia di Ginosa stampata pochi anni or sono raccoglie alcuni documenti di questo tempo e parecchie notizie dei vari oggetti e vasi antichi da lui rinvenuti. Morto Giovanni Antonio Orsini, ultimo principe di Taranto, nel 1463 il feudo di Ginosa passa al demanio, e il Re Ferdinando I lo dona a Pirro del Balzo, che ribellatosi, lo perde. Il Re decide quindi di concederlo a suo figlio Federico, che ne stabilisce per la prima volta i confini. Federico, una volta salito sul Trono di Napoli nel 1496, dona il feudo ad Antonio Grisone, cui succede prima il figlio Federico, e poi il nipote Antonio nel 1515. Ginosa passo ai Doria nel 1556, ai Grillo nel 1606, agli Spinola Marchesi de Los Balbases Alcanices nel 1629. L’ultimo erede si questa famiglia, lascia il feudo ginosino alla regina di Spagna, che ancora possiede una vasta tenuta nel territorio di Ginosa, attualmente sottoposto a bonifica. (Da La Provincia Del Jonio Notizie storico-geografiche con prefazione di S.E. On. Giovanni Calò Taranto Tipografia Lodeserto 1924).
Nel 1857 Ginosa viene colpita da un terremoto con epicentro in Basilicata che provoca la morte di 19 persone. Il sindaco Francesco Miani, accorso in aiuto dei feriti, viene premiato dal re Ferdinando II delle Due Sicilie con una medaglia al valore. Dopo l’Unità d’Italia del 1861 Ginosa è vittima di diversi episodi di brigantaggio, ad opera delle bande di Carmine Crocco, Rocco Chirichigno detto Coppolone e Antonio Locaso detto il Crapariello.
Il 2 marzo 2011 la frazione di Marina di Ginosa viene colpita da un terribile alluvione che provoca ingenti danni alle case, alle opere e alle strutture alberghiere. Circa 400 famiglie residenti in contrada Marinella si vedono costrette a lasciare le proprie abitazioni dichiarate inagibili, nelle quali faranno poi gradualmente ritorno nei mesi successivi.
Il 7 e l’8 ottobre 2013, in occasione delle feste patronali, Ginosa viene colpita da una nuova terribile alluvione. Il nubifragio provoca quattro vittime, distruggendo due arterie stradali principali del territorio. L’amministrazione dichiara il lutto cittadino
(fonte: Wikipedia)
Triggiano: il Cartesio alla mostra di De Chirico
Abbiamo visitato la mostra “ritorno al castello” presso il Castello di Conversano con oltre 50 opere di Giorgio De Chirico.
Visita il sito ufficiale per ulteriori informazioni.
Guarda la fotogallery:
La Tosca al Petruzzelli di Bari
il libretto:
Il cast della Tosca messa in scena al Petruzzelli di Bari il 24 Maggio 2016.
direttore Giampaolo BISANTI
regia Giovanni AGOSTINUCCI
maestro del Coro Franco SEBASTIANI
maestro del Coro di Voci Bianche Emanuela AYMONE
scene e costumi
Giovanni AGOSTINUCCI
disegno luci Giovanni AGOSTINUCCI
assistente alla regia Carlo SALETTI
Interpreti
Floria Tosca
Susanna BRANCHINI
Mario Cavaradossi
Dario DI VIETRI
Il barone Scarpia Sebastian CATANA
Cesare Angelotti Antonio DI MATTEO
Il Sagrestano Domenico COLAIANNI
Spoletta Massimiliano CHIAROLLA
Sciarrone Rocco CAVALLUZZI
Un carceriere Rocco CAVALLUZZI
Un pastore Ivana D’AURIA
Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli
Coro di Voci Bianche “Vox Juvenes”
Produzione Fondazione Teatro delle Muse di Ancona e Fondazione Arena di Verona







